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PGT Bologna
Un supporto fondamentale nei percorsi di PMA
Riduce il rischio di trasmissione di patologie genetiche alla prole
La Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT) rappresenta oggi una delle frontiere più avanzate della medicina riproduttiva. La PGT è infatti un’indagine che permette di analizzare il patrimonio genetico degli embrioni generati in vitro prima che avvenga il loro trasferimento nell’utero materno. Grazie a questo esame è quindi possibile individuare embrioni che presentano patologie specifiche, prevenendo anche una serie di problematiche della gravidanza (per esempio gravidanze multiple o aborto spontaneo).
L’obiettivo di Omniclinics è offrire alle coppie la massima serenità, riducendo i rischi legati a malattie ereditarie o anomalie cromosomiche e aumentando le probabilità di successo del percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).
In Omniclinics, uniamo l’eccellenza tecnologica a un supporto umano costante. Sappiamo che dietro ogni esame c’è un progetto di vita: per questo mettiamo a disposizione un team multidisciplinare di genetisti e ginecologi pronti a spiegare ogni dettaglio e a guidarvi verso la scelta più consapevole.
La PGT è indicata in particolare per coppie con età materna avanzata, casi di poliabortività, precedenti fallimenti di impianto o portatori noti di malattie genetiche.
La PGT non è un unico test, ma un insieme di analisi mirate a diverse necessità cliniche:
Il processo di diagnosi avviene con estrema precisione all’interno dei nostri laboratori specializzati:
Contatta Omniclinis Bologna per iniziare il percorso della PMA.
L’età massima consentita per l’accesso alla PMA è generalmente di 46 anni (ma può variare da regione a regione) per un massimo di 6 cicli di trattamento. L’età minima invece è di 18 anni.
Oltre all’età anagrafica, ci sono altre condizioni cliniche e normative: possono accedere alla PMA le coppie sposate o conviventi in modo stabile che hanno ottenuto un accertamento dello stato di infertilità o di sterilità.
Una serie di esami clinici che certificano l’impossibilità della coppia di arrivare a una gravidanza in modo naturale. Si ottiene tramite una serie di esami diagnostici specialistici, che solitamente iniziano da una visita ginecologica o andrologica.
La diagnosi di infertilità è una delle condizioni necessarie per richiedere l’accesso alla PMA.
Anche se la procreazione medicalmente assistita non rientra nei termini dell’aspettativa retribuita è comunque possibile ottenere un periodo di assenza retribuita dal lavoro (INPS – Messaggio n. 7412 del 4 marzo 2005).
Considerando il periodo del ricovero e quello post dimissioni, vengono concessi 21 giorni di malattia in totale.
Il congedo può essere richiesto tramite la clinica che ha effettuato gli interventi di PMA.
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