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Congelamento del seme a Bologna

Congelamento del seme a Bologna

Preservare la fertilità maschile

Congelamento del seme a Bologna con Omniclinics

Mantenere intatta nel tempo la capacità riproduttiva

La crioconservazione del seme è una tecnica di laboratorio consolidata per la preservazione della fertilità maschile. Attraverso l’uso di temperature estremamente basse, l’attività biologica degli spermatozoi viene sospesa, mantenendone intatte le capacità fecondative per un utilizzo futuro.

Congelamento del seme a Bologna - PMA Omniclinics
Clinica per PMA Bologna - Omniclinics

Quando ricorrere al congelamento del seme

Il congelamento degli spermatozoi è una scelta di prevenzione e tutela della propria salute riproduttiva. Esistono diverse ragioni per cui un uomo o una coppia decidono di ricorrere a questo servizio:

  • trattamenti medici: prima di sottoporsi a terapie oncologiche (chemioterapia o radioterapia) o interventi chirurgici che potrebbero compromettere la produzione di spermatozoi;
  • procedure di PMA: per garantire la disponibilità del campione il giorno del prelievo ovocitario, eliminando lo stress da prestazione o eventuali imprevisti logistici;
  • preservazione della fertilità: ovvero il social freezing, per chi desidera posticipare la paternità, mettendo al sicuro gameti giovani e qualitativamente superiori.
  • Come funziona il processo di crioconservazione?

Il percorso presso Omniclinics Bologna è studiato per garantire la massima sicurezza e il rispetto della privacy: 

  • raccolta e analisi: dopo un periodo di astinenza (solitamente tra i 2 e i 5 giorni), il campione viene raccolto e sottoposto a un accurato spermiogramma per valutarne concentrazione, motilità e morfologia;
  • preparazione: il campione viene trattato con agenti crioprotettori, sostanze specifiche che proteggono le membrane cellulari dai danni causati dai cristalli di ghiaccio durante il raffreddamento;
  • congelamento: la temperatura viene abbassata gradualmente fino a raggiungere i -196°C;
  • stoccaggio: i campioni vengono conservati all’interno di contenitori criogenici riempiti di azoto liquido, monitorati costantemente per garantirne l’integrità.
  • Il ruolo nella Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

All’interno di un percorso di PMA, il congelamento del seme è un pilastro fondamentale, perché permette di ottimizzare le possibilità riproduttive:

  • sincronizzazione: la crioconservazione permette di procedere con tecniche come la FIVET o l’ICSI anche se il partner maschile non può essere presente fisicamente il giorno dell’ovulazione della partner;
  • ottimizzazione dei campioni: in casi di oligospermia severa (bassa concentrazione degli spermatozoi), è possibile crioconservare e accumulare più campioni per aumentare le probabilità di successo della fecondazione in vitro;
  • sicurezza: ogni campione crioconservato viene sottoposto a test di screening per malattie infettive e genetiche, garantendo standard di sicurezza elevatissimi per la coppia e per il futuro nascituro.

La crioconservazione del seme non danneggia il patrimonio genetico degli spermatozoi, che anzi possono essere utilizzati anche dopo essere stati conservati per anni.

Procreazione Medicalmente Assistita Bologna - Omniclinics

Domande Frequenti

L’età massima consentita per l’accesso alla PMA è generalmente di 46 anni (ma può variare da regione a regione) per un massimo di 6 cicli di trattamento. L’età minima invece è di 18 anni.

Oltre all’età anagrafica, ci sono altre condizioni cliniche e normative: possono accedere alla PMA le coppie sposate o conviventi in modo stabile che hanno ottenuto un accertamento dello stato di infertilità o di sterilità.

Una serie di esami clinici che certificano l’impossibilità della coppia di arrivare a una gravidanza in modo naturale. Si ottiene tramite una serie di esami diagnostici specialistici, che solitamente iniziano da una visita ginecologica o andrologica.
La diagnosi di infertilità è una delle condizioni necessarie per richiedere l’accesso alla PMA.

Anche se la procreazione medicalmente assistita non rientra nei termini dell’aspettativa retribuita è comunque possibile ottenere un periodo di assenza retribuita dal lavoro (INPS – Messaggio n. 7412 del 4 marzo 2005).
Considerando il periodo del ricovero e quello post dimissioni, vengono concessi 21 giorni di malattia in totale.
Il congedo può essere richiesto tramite la clinica che ha effettuato gli interventi di PMA.

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