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Crioconservazione ovociti Bologna
Preservare la fertilità femminile con l’egg freezing
In un laboratorio all’avanguardia con biologi ed embriologi sempre aggiornati
La crioconservazione degli ovociti ha un ruolo di primo piano nella Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), poiché permette di prelevare e conservare i gameti femminili per un utilizzo futuro. Rappresenta una sorta di “assicurazione” sulla propria fertilità, consentendo alle donne di posticipare la ricerca di una gravidanza senza che la qualità degli ovociti venga compromessa dal naturale invecchiamento biologico.
Il termine egg freezing si riferisce al processo di vitrificazione (congelamento ultrarapido) degli ovociti. Questa procedura è fondamentale in diversi scenari:
L’obiettivo principale è mantenere intatta la qualità degli ovociti nel momento del prelievo, “congelando” di fatto l’orologio biologico.
Il percorso di crioconservazione degli ovociti segue fasi precise, coordinate da un team specialistico:
All’interno dei percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita, la crioconservazione degli ovociti è un pilastro fondamentale. Non è solo uno strumento preventivo, ma una risorsa tecnica che aumenta le probabilità di successo dei trattamenti di fecondazione in vitro (FIVET/ICSI) eseguiti a distanza di anni.
Quando la donna deciderà di cercare una gravidanza, gli ovociti verranno scongelati, fecondati in laboratorio e gli embrioni ottenuti saranno trasferiti nell’utero. Grazie all’egg freezing, le percentuali di successo resteranno legate all’età che la donna aveva al momento del congelamento, bypassando i rischi legati all’età materna avanzata.
Scegliere il social freezing oggi significa gestire con consapevolezza e serenità il proprio domani riproduttivo.
L’età massima consentita per l’accesso alla PMA è generalmente di 46 anni (ma può variare da regione a regione) per un massimo di 6 cicli di trattamento. L’età minima invece è di 18 anni.
Oltre all’età anagrafica, ci sono altre condizioni cliniche e normative: possono accedere alla PMA le coppie sposate o conviventi in modo stabile che hanno ottenuto un accertamento dello stato di infertilità o di sterilità.
Una serie di esami clinici che certificano l’impossibilità della coppia di arrivare a una gravidanza in modo naturale. Si ottiene tramite una serie di esami diagnostici specialistici, che solitamente iniziano da una visita ginecologica o andrologica.
La diagnosi di infertilità è una delle condizioni necessarie per richiedere l’accesso alla PMA.
Anche se la procreazione medicalmente assistita non rientra nei termini dell’aspettativa retribuita è comunque possibile ottenere un periodo di assenza retribuita dal lavoro (INPS – Messaggio n. 7412 del 4 marzo 2005).
Considerando il periodo del ricovero e quello post dimissioni, vengono concessi 21 giorni di malattia in totale.
Il congedo può essere richiesto tramite la clinica che ha effettuato gli interventi di PMA.
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