Vulvodinia e Dolore Pelvico Cronico
Terapia per il dolore pelvico cronico
Torna a vivere senza dolore grazie ai nostri specialisti
Soffrire di vulvodinia o dolore pelvico cronico significa convivere con un disagio spesso invisibile ma invalidante. Presso la sede Omniclinics di Verona offriamo alle pazienti un centro di eccellenza dove la diagnosi precoce e il trattamento della vulvodinia sono gestiti con un approccio multidisciplinare.
Attraverso un inquadramento clinico preciso, aiutiamo ogni donna a comprendere l’origine del dolore e a intraprendere un percorso terapeutico moderno ed efficace, basato sulle ultime linee guida scientifiche.
Riconoscere i sintomi è fondamentale per intervenire tempestivamente. Le pazienti riferiscono spesso:
Non è raro che ci sia più di un meccanismo scatenante e che le cause della vulvodinia siano spesso legate tra loro. Tra queste troviamo:
Vestibolodinia: dolore localizzato nel vestibolo vulvare (l’area all’ingresso della vagina). Spesso si manifesta con bruciore o dolore durante il contatto (ad esempio nei rapporti sessuali o con l’uso di tamponi). Può essere legata a un’ipersensibilità dei nervi o a una risposta infiammatoria cronica.
Contrattura muscolare: riguarda una tensione eccessiva e persistente dei muscoli del pavimento pelvico. Questi muscoli, invece di rilassarsi, rimangono contratti causando dolore, difficoltà nei rapporti e talvolta problemi urinari o intestinali. Spesso è una risposta involontaria al dolore o allo stress.
Fattori neurologici: il dolore può derivare da un’alterazione del sistema nervoso, come un’ipersensibilizzazione dei nervi (ad esempio del nervo pudendo).
Carenze estrogeniche o reazioni a trattamenti medici precedenti: livelli bassi di estrogeni (ad esempio in menopausa, post-partum o con alcuni contraccettivi) possono rendere i tessuti vulvari più sottili e sensibili. Inoltre, interventi o trattamenti medici (come infezioni trattate ripetutamente o procedure ginecologiche) possono alterare l’equilibrio locale e contribuire al dolore.
* I test e gli screening specifici raccomandati possono variare in base all’età della donna, alla storia familiare, alla storia clinica personale e ai fattori di rischio. È essenziale discutere le proprie esigenze di salute e il programma di screening con il proprio medico.
La nostra proposta terapeutica è pensata per essere mini-invasiva e altamente specifica:
La presenza di cause multiple che interessano più aspetti della medicina rende necessario un approccio terapeutico multidisciplinare. In Omniclinics possiamo prenderci cura dei pazienti affrontando ogni aspetto toccato dalla malattia, partendo dal trattamento farmacologico o fisioterapico fino al supporto psicologico.
La visita ginecologica andrebbe svolta con regolarità dai 18 anni in poi (in ogni caso, dall’inizio dell’attività sessuale). Controlli periodici sono indicati soprattutto per le donne in gravidanza e in menopausa, che necessitano di essere seguite in modo costante. Infine è consigliato prenotare una visita ginecologica di fronte a sintomi localizzati all’apparto riproduttivo femminile: perdite anomale, ciclo irregolare, dolore pelvico, prurito o bruciore vaginale.
Come prima cosa occorre portare con sé tutta la documentazione relativa a visite ed esami precedenti, nonché di eventuali terapie in corso.
Prima della visita non è necessario depilarsi, basta applicare una corretta igiene intima.
Nelle 24-48 ore precedenti la visita ginecologica occorre astenersi dai rapporti sessuali. Inoltre occorre evitare l’utilizzo di lavande vaginali o ovuli per almeno 2-3 giorni.
La visita standard comporta sempre una valutazione fisica dell’apparato genitale femminile, cui si possono aggiungere eventuali esami diagnostici.
Durante la visita viene effettuata un’ispezione esterna (osservazione della vulva) e una bimanuale (palpazione di addome e vagina).
Inoltre può essere applicato una speculum per esaminare il canale vaginale e il collo dell’utero.
No, non è necessario depilarsi prima della visita, trattandosi di un mero fattore estetico. Occorre solo una corretta igiene intima.
Meglio evitare, salvo urgenze. La presenza del sangue rende complicata l’analisi (specie nel caso di esami come il Pap Test).
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